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	<title>Ciwara</title>
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	<title>Ciwara</title>
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		<title>Fufu Festival: sapori, musica e sette anni di Ciwara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 18:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre giorni di festa per celebrare il settimo compleanno di Ciwara con il Fufu Festival: tre versioni autentiche di fufu, musica africana, atmosfera di famiglia e un viaggio nei sapori dell’Africa. Un evento da non perdere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quale occasione migliore del nostro <strong>settimo compleanno</strong> per celebrare il piatto africano che più di tutti ha conquistato il mondo?<br />
Sì, parliamo proprio di lui: <strong>il fufu</strong>. Amatissimo, ormai iconico, diventato virale grazie ai social e alle challenge che continuano a far impazzire il web.<br />
E allora, in perfetto stile Ciwara, per festeggiare i nostri <strong>7 anni</strong>, abbiamo deciso di dedicargli un’intera festa: il <strong>Fufu Festival</strong>, tre giorni in cui gustare, scoprire e condividere questo impasto che racchiude cultura, storia e sapori inconfondibili.</p>
<p><strong>Tre fufu, tre viaggi, tre mondi</strong></p>
<p>Durante il festival vi porteremo in Africa attraverso tre versioni di fufu, ognuna accompagnata da sughi e cereali diversi.</p>
<p><strong>🇳🇬</strong><strong> Fufu nigeriano (yam + egusi): il sapore della tradizione</strong></p>
<p>Il nostro viaggio inizia in Nigeria con lo <strong>yam</strong>, tubero ricco di amidi e consistenza soda, simile alla patata ma più raffinato.<br />
Lo serviremo con un sugo a base di:</p>
<ul>
<li>spinaci</li>
<li>carne di vitello e montone</li>
<li><strong>egusi</strong>, semi di melone africano essiccati e tritati</li>
</ul>
<p>Il risultato è un sugo cremoso, profumato, con una nota di nocciola che avvolge il palato.</p>
<p><strong>🇬🇭</strong><strong> Fufu ghanese (manioca + platano): energia pura, sapore irresistibile</strong></p>
<p>Si continua in Ghana, dove il fufu nasce dall’incontro tra:</p>
<ul>
<li><strong>manioca</strong>, naturalmente dolce e ricca di amidi</li>
<li><strong>platano</strong>, meno zuccherino della banana e sempre consumato cotto</li>
</ul>
<p>A completare il piatto, una salsa al pomodoro arricchita dal tocco morbido del <strong>burro di arachidi</strong>, insieme al montone e al vitello.<br />
Un piatto che sa di casa, di fuoco, di Africa.</p>
<p><strong>🇲🇱🇸🇳</strong><strong> Fufu di miglio (Mali – Senegal): leggero, nutriente, sorprendente</strong></p>
<p>Il terzo fufu ci porta tra Mali e Senegal, dove usiamo il <strong>miglio</strong>, cereale senza glutine e ricco di nutrienti.<br />
Lo serviamo con un sugo di carne e verdure in cui spicca l’<strong>okra</strong>, frutto verde che dona alla salsa una consistenza naturalmente cremosa.</p>
<p><strong>L’ingrediente che unisce: l’olio di palma rosso</strong></p>
<p>Elemento comune dei nostri sughi è l’<strong>olio di palma non raffinato</strong>, protagonista della cucina africana.<br />
Con il suo sapore profondo e la ricchezza di vitamina E, carotenoidi e antiossidanti, è una nota distintiva dei piatti del festival.</p>
<p><strong>E per vegetariani e vegani… c’è il nostro Yassa Legum</strong></p>
<p>Per chi preferisce una versione vegetale, sarà possibile scegliere uno dei tre fufu e abbinarlo al nostro <strong>sugo vegano a base di verdure</strong>, speziato, profumato e ricco di carattere.</p>
<p><strong>Sette anni di Ciwara: più di un ristorante, una famiglia</strong></p>
<p>Sembra ieri, e invece sono già passati sette anni.<br />
Sette anni di passi, musica, risate, sfide e rinascite, attraversando le balate della Vucciria come si attraversa un viaggio.<br />
Sette anni che, secondo la pedagogia steineriana, segnano il passaggio dall’imitazione alla <strong>sperimentazione</strong>. Ed è proprio quello che sentiamo oggi: una nuova fase che si apre, un nuovo inizio.</p>
<p>Ciwara non è solo un ristorante africano:<br />
è un luogo di crescita, per chi ci lavora e per chi ci passa anche solo una sera.<br />
Uno spazio guidato da amore, visione e coraggio, grazie al nostro <strong>“grand” Doudou</strong>.</p>
<p>E poi ci siete voi:</p>
<ul>
<li>amici</li>
<li>sostenitori</li>
<li>turisti che tornano</li>
<li>habitué che entrano da soli ma non restano soli</li>
<li>persone che arrivano per caso e rimangono per amore</li>
</ul>
<p>Con voi abbiamo costruito un posto vero, un luogo in cui <strong>ci si prende cura l’uno dell’altro</strong>: voi con il vostro sostegno, noi ricordando i vostri gusti, le vostre bevande preferite, le vostre piccole abitudini.</p>
<p>Ciwara è casa. Ed è con voi che vogliamo continuare a crescere.</p>
<p><strong>La musica? Sempre. Senza musica non c’è Africa.</strong></p>
<p>Durante i tre giorni del Fufu Festival, la musica sarà sempre presente:<br />
live, in diffusione, acustica o elettronica, sempre nel segno dell’Africa e della world music.</p>
<p><strong>Prenotate il vostro tavolo</strong></p>
<p>📞 <strong>338 3152760</strong><br />
📞 <strong>351 0073934</strong></p>
<p>Tre giorni. Tre fufu. Un compleanno speciale.<br />
La casa è pronta. Ti aspettiamo.</p>
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		<title>La Zuppa del Maestro — Il rimedio che scalda il corpo e l’anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 09:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[🌱]]></category>
		<category><![CDATA[🐄]]></category>
		<category><![CDATA[🐏]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Zuppa del Maestro è un piatto creato da Doudou nel 2020 che nasce dalla tradizione orale senegalese e dalla ricchezza della terra siciliana. Una ricetta che unisce verdure fresche, spezie afro-siciliane e carne di agnellone per diventare un vero rimedio naturale contro i malanni stagionali. A dicembre 2025 sarà disponibile da Ciwara a soli €10, con sconto dedicato ai lettori del blog che presenteranno uno screenshot.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="245" data-end="631">Ci sono ricette che non nascono in cucina, ma nella memoria. Ci sono piatti che portano con sé una storia, un ricordo, una voce.<br data-start="373" data-end="376" />La <strong data-start="379" data-end="400">Zuppa del Maestro</strong> appartiene a questa categoria: è un abbraccio caldo in forma di pietanza, un ponte che unisce terre lontane e tradizioni antiche, un piatto che profuma di casa… anche se quella casa è fatta di due continenti: <strong data-start="610" data-end="630">Sicilia e Africa</strong>.</p>
<p data-start="633" data-end="862">Siamo nel 2020. Il mondo affrontava un inverno difficile, incerto, spaventato. In quei mesi in cui mancavano certezze, Doudou Diouf, maestro di vita e di cucina, decide di tornare a una verità semplice, tramandata da sua nonna:</p>
<blockquote data-start="863" data-end="927">
<p data-start="865" data-end="927"><em data-start="865" data-end="927">«Per ogni malanno esiste un rimedio che la terra offre già».</em></p>
</blockquote>
<p data-start="929" data-end="1363">Così nasce una zuppa pensata per scaldare, per proteggere, per rimettere in forze. Una ricetta che unisce gli ingredienti della tradizione siciliana con i profumi e l’energia africana.<br data-start="1113" data-end="1116" />Un piatto che non cura solo la tosse o il raffreddore, ma cura la nostalgia, il freddo nelle ossa, la fatica delle giornate pesanti. Una di quelle ricette che ti rimettono in piedi e ti fanno dire: <em data-start="1314" data-end="1328">“Sto meglio”</em>… prima ancora di finire il piatto.</p>
<hr data-start="1365" data-end="1368" />
<h3 data-start="1370" data-end="1429"><strong data-start="1374" data-end="1429">Un brodo che bolle piano. Un profumo che ti chiama.</strong></h3>
<p data-start="1431" data-end="1779">Immagina una pentola che sobbolle lentamente, il vapore che danza nell’aria, la cucina che si riempie di profumi intensi.<br data-start="1552" data-end="1555" />La base è quella della tradizione: <strong data-start="1590" data-end="1645">patate, cipolle, carote, sedano, zucchine, pomodoro</strong>. A queste si aggiungono tutte le verdure fresche disponibili al mercato del giorno — perché la natura sa cosa serve <em data-start="1762" data-end="1768">oggi</em>, non ieri.</p>
<p data-start="1781" data-end="2031">Poi arrivano loro:<br data-start="1799" data-end="1802" />🌿 <strong data-start="1805" data-end="1831">finocchietto selvatico</strong>, aromatico, libero, selvaggio come il vento che soffia tra le montagne siciliane;<br data-start="1913" data-end="1916" />🌶️ <strong data-start="1920" data-end="1935">peperoncino</strong>, vivo, caldo, deciso;<br data-start="1957" data-end="1960" />🫚 <strong data-start="1963" data-end="1974">zenzero</strong>, piccante, balsamico, vibrante come un tamburo africano.</p>
<p data-start="2033" data-end="2213">E non può mancare la carne, perché nel Sahel la forza passa anche da lì. <strong data-start="2106" data-end="2117">Vitello</strong>, ma soprattutto il sapore pieno e ricco dell’<strong data-start="2163" data-end="2176">agnellone</strong>, come ama sottolineare il Maestro:</p>
<blockquote data-start="2214" data-end="2285">
<p data-start="2216" data-end="2285"><em data-start="2216" data-end="2285">«È con questa carne che ho trovato l’energia per arrivare fin qui.»</em></p>
</blockquote>
<p data-start="2287" data-end="2473">Ogni cucchiaio è nutrimento puro.<br data-start="2320" data-end="2323" />Ogni sorso è una carezza allo stomaco.<br data-start="2361" data-end="2364" />È una zuppa che rinforza, riscalda, incoraggia. Un piatto che parla di resistenza, amore e saggezza popolare.</p>
<hr data-start="2475" data-end="2478" />
<h3 data-start="2480" data-end="2522"><strong data-start="2484" data-end="2522">Inverno 2026 – Un invito speciale</strong></h3>
<p data-start="2524" data-end="2660">Per iniziare l’anno con un gesto di condivisione, abbiamo deciso di riportare la Zuppa del Maestro al prezzo del giorno in cui nacque:</p>
<p data-start="2662" data-end="2704">👉 <strong>da oggi  e solo per il periodo invernale — € 10,00</strong></p>
<p data-start="2706" data-end="2786">Un regalo, un grazie, un invito a sedersi, mangiare, respirare, sentirsi meglio.</p>
<p data-start="2706" data-end="2786">Chi mostrerà <strong data-start="2817" data-end="2854">uno screenshot di questo articolo</strong> avrà diritto allo <strong data-start="2873" data-end="2900">sconto dedicato al blog</strong>.</p>
<p data-start="2903" data-end="3022">📞 Prenotazioni: <strong data-start="2920" data-end="2935">338 3152760</strong> – <strong data-start="2938" data-end="2953">351 0073934</strong><br data-start="2953" data-end="2956" />Perché certe cose vanno provate calde.<br data-start="2994" data-end="2997" />E magari proprio stasera.</p>
<hr data-start="3024" data-end="3027" />
<h3 data-start="3029" data-end="3093"><strong data-start="3033" data-end="3093">Vieni a scaldarti. Vieni a nutrirti. Vieni a stare bene.</strong></h3>
<p data-start="3095" data-end="3290">La Zuppa del Maestro non è solo un piatto: è un rimedio, una storia, un’esperienza.<br data-start="3178" data-end="3181" />Noi siamo pronti. La pentola è già sul fuoco.<br data-start="3226" data-end="3229" />A te basta fare una cosa: prendere il telefono e prenotare.</p>
<p data-start="3292" data-end="3473">Ti aspettiamo da <strong data-start="3309" data-end="3340">Ciwara – Palermo, Vucciria.</strong><br data-start="3340" data-end="3343" />Aggiungi alla tua giornata una ciotola di energia, tradizione e calore.<br data-start="3414" data-end="3417" />Lascia che la zuppa ti curi, come curava i nostri nonni.</p>
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		<title>Facciamo la Pace: la lezione africana di Doudou Diouf sul Toguna e sul rispetto reciproco</title>
		<link>https://ciwara.it/2367-2-facciamo-la-pace-doudou-diouf-toguna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 20:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla voce di Doudou Diouf arriva un invito a cambiare sguardo: l’Africa non è solo il continente delle guerre, ma la culla di antiche pratiche di armonia. Il Toguna, luogo sacro del dialogo, ci insegna che la Pace comincia quando ci pieghiamo e impariamo ad ascoltare</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="448" data-end="723">Il mese scorso, Doudou è stato invitato a Castelbuono, durante la manifestazione <em data-start="529" data-end="555">“Sapori senza Frontiere”</em>, per parlare di Pace e condividere la sua esperienza di vita in Africa — un continente che, troppo spesso, viene raccontato solo come luogo di guerre e di conflitti.</p>
<p data-start="725" data-end="892">Le sue parole hanno aperto finestre su un mondo che conosciamo poco, un mondo che continuiamo a osservare con uno sguardo profondamente occidentale, spesso distorto.</p>
<p data-start="894" data-end="1096">La prima cosa che ha detto, durante il dibattito, è stata semplice e folgorante:<br data-start="974" data-end="977" /><strong data-start="977" data-end="1094">“Parliamo tanto di Pace, ma raramente la facciamo. Non la pratichiamo. Non facciamo nulla perché davvero esista.”</strong></p>
<p data-start="1098" data-end="1303">Da qui è iniziata una riflessione che ci ha condotti indietro nella Storia — la Storia dei popoli africani sottomessi e schiavizzati — e che ha toccato un punto essenziale: la giustizia e la reciprocità.</p>
<p data-start="1305" data-end="1582">Per esempio, se noi, in Occidente, abbiamo bisogno delle materie prime che si trovano nel sottosuolo africano, perché continuare a prenderle con arroganza e prevaricazione?<br data-start="1464" data-end="1467" />Perché non entrare semplicemente in dialogo, aprire una contrattazione, riconoscere un valore e un prezzo giusto?</p>
<p data-start="1584" data-end="2037">Un gesto così semplice cambierebbe tutto: due parti soddisfatte, nessuna umiliazione, nessuna “superiorità” data dal potere economico o culturale.<br data-start="1730" data-end="1733" />Eppure la Storia ci ha mostrato altro: in cambio di uno specchietto o di un paio di calze, si portavano via oro e diamanti. Ma quei tempi devono finire.<br data-start="1885" data-end="1888" />Non possiamo più pensare all’Africa come alla terra degli “zulù” — parola che, purtroppo, ancora oggi usiamo per indicare ignoranza o arretratezza.</p>
<p data-start="2039" data-end="2216">Doudou ci ha fatto riflettere su un fatto che, per molti di noi, è sorprendente: nella loro Storia, la guerra, lo scontro, la violenza non sono parte della cultura originaria.</p>
<p data-start="2218" data-end="2494">Per spiegarlo, ci ha parlato del <strong data-start="2251" data-end="2261">Toguna</strong>, una sorta di “palazzo di giustizia” tradizionale presente in ogni villaggio del Mali, nel Paese Dogon.<br data-start="2365" data-end="2368" />Un luogo sacro, impregnato di spiritualità animista, dove ogni oggetto e ogni forma hanno un significato simbolico profondo.</p>
<p data-start="2496" data-end="3006">I pali che sorreggono il tetto, scolpiti con figure di fertilità, rappresentano il futuro della comunità e il numero delle etnie del villaggio, così che nessuno si senta escluso.<br data-start="2674" data-end="2677" />Ma il dettaglio più affascinante è l’altezza del soffitto: così bassa da costringere tutti a piegarsi per entrare e a restare seduti durante le discussioni.<br data-start="2833" data-end="2836" />Lì dentro, <strong data-start="2847" data-end="2894">nessuno può alzarsi per imporsi sull’altro.</strong><br data-start="2894" data-end="2897" />È una lezione silenziosa di umiltà e rispetto. Un modo per disinnescare la violenza prima ancora che nasca.</p>
<p data-start="3008" data-end="3297">Nel Toguna si affrontano le questioni più delicate: conflitti, diverbi, decisioni collettive.<br data-start="3101" data-end="3104" />Prima di entrare, ognuno giura di dire la verità. Poi ci si siede in cerchio — tutti sullo stesso livello — con il più anziano che guida la discussione, ma senza mai elevarsi sopra gli altri.</p>
<p data-start="3299" data-end="3555">È un esercizio di democrazia e ascolto che coinvolge tutta la comunità: gli uomini, i bambini — invitati per imparare la convivenza — e perfino gli ospiti, accolti nel luogo più sacro del villaggio.<br data-start="3497" data-end="3500" />Perché nel Toguna, prima di tutto, si <strong data-start="3538" data-end="3544">fa</strong> la Pace.</p>
<p data-start="3557" data-end="3723">Ogni sette anni, l’intera comunità partecipa alla ricostruzione del Toguna. È un rito collettivo che rinnova non solo l’edificio, ma anche il legame tra le persone.</p>
<p data-start="3725" data-end="3989">E allora sì: <strong data-start="3738" data-end="3754">fare la Pace</strong> è molto più potente che <strong data-start="3779" data-end="3798">parlare di Pace</strong>.<br data-start="3799" data-end="3802" />Doudou lo sa bene: alle parole preferisce l’azione.<br data-start="3853" data-end="3856" />E il suo esempio ci invita, ognuno a modo suo, a piegarci un po’, a sederci, e finalmente… a cominciare <strong data-start="3960" data-end="3989">a farla davvero, la Pace.</strong></p>
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		<title>Perché i piatti della cucina senegalese non si cucinano mai per poche persone</title>
		<link>https://ciwara.it/cucina-senegalese-piatti-tipici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 14:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cucina senegalese è molto più di una ricetta: è condivisione, storia e cultura. Dal thiep bou djen al mafé, scopri i segreti dei piatti tipici, gli ingredienti autentici e le tradizioni che rendono unica questa cucina, protagonista da 7 anni anche da Ciwara a Palermo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul web si trovano decine di ricette e video-ricette dei piatti più famosi senegalesi, come il thiep bou djen, che dal 2021 è stato iscritto nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità dell’UNESCO, o il mafé, che in realtà non è senegalese ma maliano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per cucinare un buon piatto tradizionale senegalese, però, non basta seguire una ricetta o un tutorial. Lo sappiamo bene anche noi siciliani: la pasta al forno della mamma non si trova in nessun ricettario, e come la faceva lei nessuno più; eppure, almeno per me, era la più buona del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il periodo del Covid, come tanti, ho cucinato molto e mi sono dilettata anche nella preparazione dei sughi senegalesi sotto la guida attenta e precisa di Doudou. La prima cosa che ho notato è che, nonostante cercassi ogni volta di fare solo una piccolissima quantità di condimento, alla fine veniva fuori un pentolone in grado di sfamare un reggimento. Mi sono chiesta mille volte il perché, e la risposta è stata una sola: non è possibile cucinare una piccola quantità di sughi senegalesi. Non si riesce a trovare un equilibrio negli ingredienti riducendo le proporzioni, se si vuole mantenere il gusto autentico del piatto originale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Senegal si cucina sempre per la famiglia, che conta almeno sei persone, ma anche per i vicini, gli amici di passaggio, chi si ferma a salutare. Il piatto deve bastare per almeno 15 persone.</p>
<p>Capite bene che se la ricetta originale prevede 2 melanzane per 10 persone, cucinare per 2 significherebbe utilizzare meno di mezza melanzana. Così per ogni altro ingrediente. Alla fine, già che c’ero, cucinavo sempre per 5, dimezzando soltanto le quantità della ricetta di partenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma la questione importante non riguarda solo le quantità, bensì soprattutto le tecniche, i gesti, i segreti che ogni cuoca custodisce.</p>
<p>Gli ingredienti, almeno quelli che usiamo nei piatti del nostro menù – che rappresentano una parte significativa della tradizione senegalese, anche se non tutti – sono quasi sempre gli stessi: aglio, cipolle, pomodoro, limone, melanzane, patate, carote, peperoni, cavolo, manioca, zucchine, fagioli. In Italia non si trovano tutti quelli utilizzati in Senegal: i navet, una sorta di zucchina dal gusto piuttosto anonimo; il djakatù, simile a un pomodoro ma dal sapore amarissimo; le foglie di bissap, che noi sostituiamo con gli spinaci per preparare la salsa Beugheudj, che accompagna il thiep bou djen.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cambia la combinazione, cambiano le quantità, ma alla fine gli elementi sono sempre quelli.</p>
<p>Dove sta allora il segreto? Qui non si svelano segreti, ma una cosa bella posso dirvela: dietro ogni piatto c’è tanta Storia. Il piatto principale che si prepara in casa è un vero rito, richiede una lunga preparazione e tempi di cottura mai inferiori alle quattro ore, usando quasi sempre un unico tegame capiente. In Senegal si cucina su un fornello a terra, alimentato da una bombola a gas nelle città o dalla legna nei villaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Ciwara abbiamo il privilegio di lavorare in una cucina accessoriata, con frigoriferi che ci permettono di conservare gli alimenti. Nonostante questo, acquistiamo prodotti freschi giorno per giorno: le nostre cuoche scelgono personalmente verdure e ortaggi, mentre cipolle e aglio non mancano mai. La carne è sempre Halal, macellata secondo il rito islamico, e il pesce ci arriva dalla nostra pescheria di fiducia, che ci riserva sempre ottima qualità, molto apprezzata dai nostri clienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E il segreto? Il segreto… qual è il segreto?</p>
<p>Parliamo di piatti poveri che diventano ricchi grazie ai tempi di cottura, alle spezie e agli aromi che la natura offre. Così il mafé lo riconoscerai dal profumo di burro d’arachidi e lo distinguerai dal domoda solo per il colore diverso. Amerai la yassa perché, pur essendo a base di cipolle, resta leggera grazie al limone. E poi il thiep: non è un risotto, e non lo abbiamo tradotto come tale, perché il riso assume il suo colore e il suo sapore proprio cucinando nella stessa pentola in cui hanno cucinato le verdure.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso mi fermo, altrimenti rischio di diventare prolissa. Se l’argomento e il modo in cui ve l’ho raccontato vi sono piaciuti, lasciate un commento e chiedete, se volete, approfondimenti sui piatti e sulle bevande. Per noi sarà un piacere condividere la nostra Storia e la nostra Cultura.</p>
<p>Questa è la missione di Ciwara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie,</p>
<p>Romina</p>
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<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/cucina-senegalese-piatti-tipici/">Perché i piatti della cucina senegalese non si cucinano mai per poche persone</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
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		<title>Una nuova avventura</title>
		<link>https://ciwara.it/ciwara-africa-djengu-castelbuono-ypsigrock-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 15:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ciwara.it/?p=2352</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 7 al 10 agosto 2025, in occasione delle giornate di Ypsigrock, Ciwara e Africa Djengu porteranno a Castelbuono i sapori, i colori e le musiche del Sahel occidentale. Nel Parco delle Rimembranze vi aspettano piatti tradizionali, cocktail esotici e le travolgenti jam session del Maestro Doudou Diouf.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/ciwara-africa-djengu-castelbuono-ypsigrock-2025/">Una nuova avventura</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciwara e Africa Djengu a Castelbuono: la magia del Sahel occidentale tra le Madonie</strong></p>
<p>Dal <strong>7 al 10 agosto 2025</strong>, <strong>Ciwara</strong> e l’associazione <strong>Africa Djengu APS</strong> lasceranno per qualche giorno la loro amata <strong>piazza Caracciolo</strong>, cuore pulsante della Vucciria di Palermo, per vivere una nuova e straordinaria avventura.<br />
Per quattro giorni ci sposteremo a <strong>Castelbuono</strong>, tra le montagne del <strong>Parco delle Madonie</strong>, ospiti del <strong>Comune</strong>, in un’estate che promette musica, incontri e sapori indimenticabili.</p>
<p>Il <strong>Parco delle Rimembranze</strong> diventerà la nostra casa temporanea, un angolo di <strong>Africa nel cuore della Sicilia</strong>, dove la storia e la cultura del <strong>Sahel occidentale</strong> si racconteranno attraverso i <strong>profumi della cucina</strong> e le <strong>travolgenti jam session</strong> del Maestro <strong>Doudou Diouf</strong>.</p>
<p><strong>Sapori, musica e incontri indimenticabili</strong></p>
<p>Chi verrà a trovarci potrà vivere un piccolo viaggio sensoriale:</p>
<ul>
<li>Assaggiare i nostri <strong>piatti iconici</strong> come il Mafé e il Fufu</li>
<li>Scoprire <strong>antipasti tradizionali africani</strong>, colorati e ricchi di sapore</li>
<li>Rinfrescarsi con i nostri <strong>cocktail signature</strong>, dal fresco e profumato <strong>Mojito Baobab</strong> al deciso <strong>Gnamakoduj Dry</strong></li>
<li>Sorseggiare <strong>bevande analcoliche a base di frutta tropicale</strong>, come mango, bissap (infuso di ibisco) e il nostro immancabile estratto di zenzero</li>
</ul>
<p>E la sera, quando le luci si abbassano e la brezza di montagna incontra il profumo delle spezie, iniziano le <strong>notti africane di Castelbuono</strong>: percussioni, danze aperte a tutti e risate che uniscono, come solo la musica e la convivialità sanno fare.</p>
<p><strong>Un grazie speciale a chi rende tutto possibile </strong><strong>❤️</strong></p>
<p>Questa avventura non sarebbe possibile senza il supporto di chi crede nel nostro progetto:</p>
<p><strong>🙏</strong><strong> Barbaro &amp; Partners</strong><br />
Dal 2018 sono al nostro fianco, sostenendo Ciwara e Africa Djengu in un percorso sociale, culturale e imprenditoriale che porta la nostra Africa nel cuore della Sicilia. La loro fiducia è il motore che ci permette di crescere e sognare in grande.</p>
<p><strong>🙏</strong><strong> Il Sindaco e la Giunta Comunale di Castelbuono</strong><br />
In un tempo in cui è facile chiudersi e alzare barriere, loro scelgono di <strong>costruire ponti</strong>, di favorire l’incontro tra culture e di accogliere iniziative che parlano di <strong>pace e solidarietà</strong>. La loro ospitalità è un dono prezioso.</p>
<p><strong>Vi aspettiamo sotto il cielo di Castelbuono</strong></p>
<p>Dal cuore della <strong>Vucciria di Palermo</strong> alle serate stellate delle <strong>Madonie</strong>, questa non è solo una trasferta: è un <strong>abbraccio tra mondi</strong>.<br />
Mentre il borgo si riempirà di musica e vita, noi saremo lì, <strong>pronti ad accogliervi</strong> con il calore, i colori e i sapori dell’Africa occidentale.</p>
<p>Se chiudete gli occhi, potrete già sentire il battito dei tamburi e l’energia delle danze.<br />
E noi saremo pronti ad aprire le braccia per condividere con voi la nostra Africa, <strong>sotto il cielo di Castelbuono</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Buona Movida</title>
		<link>https://ciwara.it/movida-positiva-ciwara-palermo/</link>
					<comments>https://ciwara.it/movida-positiva-ciwara-palermo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 15:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ciwara.it/?p=2323</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una serata al Ciwara tra musica, danza, vibrazioni africane e riflessioni su una movida diversa. Quando il djembè parla più forte dell’alcool, e la felicità si diffonde nei sorrisi e nei corpi che ballano.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci si diverte, in Senegal, non si bevono bevande alcoliche. Sono le <strong>percussioni</strong> che sostituiscono <strong>l’ebrezza</strong> <strong>dell’alcool</strong>. Sono le danze, i cori, i canti, a rendere euforiche le persone consentendo loro di dimenticare i problemi, gioire, stare insieme.</p>
<p>Con questo spirito Doudou ha aperto Ciwara, creare un posto dove poter, per un attimo, sentirsi leggeri, nonostante gli ostacoli e le difficoltà presenti nelle nostre vite.</p>
<p>Quando iniziò a sognare Ciwara a Palermo, non aveva previsto di vendere l’alcool, non apparteneva alla sua cultura, lo riteneva assolutamente inutile. Gli amici europei gli dissero che non avrebbe potuto fare questo perché per noi occidentali, bere alcolici, è alla base dei momenti conviviali; negli anni gli ha dato ragione, anche se la ritiene ancora una cosa non necessaria per “stare bene”.</p>
<p>Ieri sera, dopo avere passato delle piacevolissime ore insieme al Doudou group, con una bella clientela di persone che hanno gustato i nostri piatti, si è venuta a creare una <strong>situazione emozionante</strong> che vi vogliamo raccontare.</p>
<p>C’era la piccola Dani Racky, la figlia di Doudou e Latina, dentro la sala, che suonava al pianoforte un brano di musica classica; lo zio Abib, poco più in là, alla tastiera, che suonava e cantava dei pezzi di Adriano Celentano, accompagnato a quattro mani, da un avventore felice di rimettere mani su una tastiera dopo due anni di pausa.</p>
<p>Fuori c’erano le forze dell’ordine al completo, Polizia di Stato, Polizia municipale, Guardia di Finanza e Carabinieri, c’erano almeno 5 autovetture parcheggiate tutte intorno alla piazza e praticamente a ridosso delle nostre porte di ingresso, a svolgere il loro ruolo di vigilanza della piazza contro la <strong>Malamovida</strong>.</p>
<p>Non vogliamo muovere alcuna critica ma riflettere ad alta voce su quanto sarebbe bello opporre alla Malamovida una <strong>Buona movida</strong>, fatta di energie positive, di canti, di balli, di corpi che si muovono facendo vibrare il proprio cuore su ritmi di <strong>Pace, di Amore e fratellanza</strong>.</p>
<p>É un’esperienza da fare. Certo, seguire il <strong>ritmo dei djembè</strong> non è per niente facile, è serrato, è profondo, il djembè parla di Storia dell’Africa e tutto lì è intenso e forte, come i piatti, come le bevande, come le emozioni, come loro, che affrontano la vita con un sorriso e con coraggio, sempre. <strong>Lasciarsi andare</strong> e muovere il proprio corpo diventa un’impresa ardua, ma non impossibile.</p>
<p>I clienti rimangono seduti, ma il loro busto dondola e i loro <strong>occhi brillano</strong>, dimenticando per un attimo quello che hanno sul piatto.</p>
<p>Poi arriva un amico, senegalese, gambiano o nigeriano che si ferma davanti al percussionista e con uno sguardo iniziano un <strong>dialogo fatto di suoni e gesti</strong>. La danza così diventa un gioco tra i due, che si parlano senza parlare, ridono e si scambiano sguardi di intesa. C’è sudore, c’è gioia, c’è un’energia così intensa e forte che fa accapponare la pelle. In quel momento, per tutti, è chiaro che quella energia, quella felicità, è alla base della vita e, per un attimo, ci si ricorda che la <strong>vita è per viverla, non per soffrire. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ciwara, ristorante sociale a Palermo: il lavoro come strumento di dignità</title>
		<link>https://ciwara.it/ciwara-ristorante-sociale-a-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 16:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ciwara.it/?p=1589</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel cuore di Palermo, c’è un ristorante sociale africano che fonde cucina senegalese, accoglienza e formazione. Questo luogo si chiama Ciwara: più che un ristorante, è un progetto sociale che mette al centro le persone, le loro storie, e il loro diritto a una vita degna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/ciwara-ristorante-sociale-a-palermo/">Ciwara, ristorante sociale a Palermo: il lavoro come strumento di dignità</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore di Palermo, c’è un ristorante sociale africano che fonde cucina senegalese, accoglienza e formazione. Questo luogo si chiama <b>Ciwara</b>: più che un ristorante, è un progetto sociale che mette al centro le persone, le loro storie, e il loro diritto a una vita degna.</p>
<p>“Volevamo creare un posto dove chi arriva non deve più sentirsi escluso. Dove sbagliare non è un fallimento, ma un passaggio.”<br />
— <i>Doudou</i></p>
<h2>Ciwara: un&#8217;idea sociale nata per costruire ponti a Palermo</h2>
<p>Ciwara nasce dal sogno di <b>Doudou Diouf</b>, musicista, ballerino, cantante, cuoco, ma soprattutto capofamiglia senegalese. E’ arrivato in Italia con un progetto chiaro, con le sue radici ben piantate nella Storia, nella cultura e nelle tradizioni del Sahel occidentale, ha iniziato a far crescere e alimentare i suoi pensieri, i suoi sogni ed i suoi desideri, che lo hanno portato ad immaginare un luogo nel quale poter esprimere il suo Amore per l’Africa e la sua terra. Un luogo dove incontrare le persone e poter raccontare, attraverso il cibo, la musica e l’arte in generale, la Storia del Sahel occidentale, attraverso la voce di un africano, nato, cresciuto e vissuto lì.</p>
<p>La sua grande forza risiede nella fermezza delle sue visioni, nella sua capacità di coinvolgimento e nella sua esperienza di capo famiglia. Parola oramai in disuso nel linguaggio occidentale e, addirittura, mal vista, in casa Diouf riveste un ruolo molto importante.</p>
<p>Chi conosce Doudou, il “grand” come viene chiamato da chi gli sta intorno e anche dai tanti clienti di Ciwara, sa bene che questa guida, questo supporto e questa capacità di tenere le redini senza costringere ma accompagnando, fa sì che Ciwara sia al suo settimo anno di vita.</p>
<p>Per realizzare questo sogno Doudou ha cercato supporto, questo lo ha trovato in Carlotta che ha creduto in lui tanto da permettergli di mettere in pratica quanto desiderato.</p>
<p>Sicuro che questa fiducia non sarebbe stata tradita e che avrebbe restituito quanto avuto in prestito, Doudou si è impegnato a lavorare assiduamente e ininterrottamente, per fare fronte al suo impegno; oggi si può dire soddisfatto di quanto realizzato sinora.</p>
<p>La strada da fare è ancora lunga, gestire Ciwara richiede grande impegno e forza di volontà e Doudou non dimentica che la sua forza risiede anche nell’impegno e nel sacrificio del suo staff di lavoro.</p>
<p>Nel team di Ciwara lavorano persone con percorsi migratori, giovani in cerca di un&#8217;opportunità, e che hanno scelto di mettere le proprie competenze al servizio di qualcosa di più grande. Il ristorante diventa così uno spazio di formazione e crescita continua, in cui l&#8217;errore non è punito, ma valorizzato come tappa necessaria.</p>
<h2>Lavoro come diritto e come pratica collettiva</h2>
<p>Ogni piatto servito da Ciwara è frutto di un processo condiviso: dalla scelta degli ingredienti alla preparazione, dall&#8217;accoglienza in sala alla gestione delle difficoltà quotidiane. Tutto viene vissuto come un&#8217;esperienza formativa. Nessuno è lasciato solo.</p>
<p>“Qui nessuno lavora per qualcun altro. Lavoriamo insieme, per costruire un futuro comune.”<br />
— <i>Doudou</i></p>
<p>La parola chiave è <b>dignità</b>. Per chi lavora, per chi viene accolto, per chi attraversa lo spazio. Anche chi siede a tavola viene coinvolto, spesso senza accorgersene, in una narrazione più ampia fatta di rispetto, relazioni, scambi.</p>
<h2>Oltre il ristorante: un modello da raccontare</h2>
<p>Ciwara è anche laboratorio, formazione, musica, cultura. Ma tutto parte da una visione: cambiare il modo in cui si pensa all&#8217;accoglienza, mettendo il lavoro al centro come atto politico e sociale.</p>
<p>“Quando hai rispetto e responsabilità, non ti serve controllo. Hai già tutto.”<br />
— <i>Doudou</i></p>
<p>Il progetto cresce, si trasforma, ispira. E mostra che un ristorante può essere molto più di un luogo dove si mangia bene. Può essere un luogo che lascia il segno.</p>
<h3><b>Vieni a trovarci da Ciwara, ristorante africano e progetto sociale nel cuore di Palermo. Oppure condividi questa storia con chi crede che il cibo possa unire le persone e cambiare il mondo.</b></h3>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La riapertura raccontata dalla nostra amica Claudia Rizzo</title>
		<link>https://ciwara.it/ciwara-vucciria-palermo/</link>
					<comments>https://ciwara.it/ciwara-vucciria-palermo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Romina Vivona]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 16:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ciwara.it/?p=2315</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ciwara è stato oggetto di controlli sistematici e infondati, culminati in un sequestro poi annullato dal Tribunale. La sua storia rappresenta una resistenza gentile contro pregiudizi e discriminazioni, e un’occasione per ripensare il futuro del quartiere.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">C’è un punto preciso della </span><b>Vucciria</b><span style="font-weight: 400;"> dove non si frigge il pesce, non si stappano bottiglie di birra a prezzi stracciati e non si urlano offerte. Si ascolta musica. Si improvvisano jam session. Si mangiano piatti tradizionali africani come il domoda yapp, lo yassa, il mafe o il thiep bou djen. Si parla wolof, francese, italiano, inglese. E si intrecciano storie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È il ristorante</span><b> Ciwara</b><span style="font-weight: 400;">, in piazza Caracciolo: un pezzo del Sahel occidentale incastonato tra i vicoli più controversi del centro storico di Palermo che, grazie al suo ostinato fondatore </span><b>Doudou Diouf</b><span style="font-weight: 400;">, da quasi sette anni racconta</span><b> un’altra Vucciria possibile</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Danzatore e musicista senegalese, Doudou vive in città da 15 anni. È arrivato in Italia nel 2009, con un regolare visto, per realizzare il sogno di vivere di musica e danza. Dopo un passaggio a Catania, seguendo i consigli della cantautrice siciliana Matilde Politi, ha scelto Palermo come casa dove piantare le sue nuove radici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qui, tra mille sacrifici e difficoltà burocratiche, ha costruito Ciwara, un luogo prezioso che è molto più di un semplice ristorante: è un punto di incontro, un laboratorio interculturale, un progetto sociale; </span><b>un’idea di Africa</b><span style="font-weight: 400;"> che abita l’Europa non come eccezione, ma come possibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciwara è cucina, musica, lavoro, cultura ma è anche un </span><b>presidio sociale</b><span style="font-weight: 400;">, che impiega migranti, offre opportunità, costruisce comunità. Si mangia attorno a tavoli di legno, si ascoltano strumenti tradizionali, si partecipa a concerti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Volevamo che il ristorante fosse un ponte, un luogo di scambio dove</span><b> tradizione africana e siciliana</b><span style="font-weight: 400;"> si mescolano, creando un’esperienza che va oltre il cibo. Un posto che raccontasse le nostre radici senza folklore», dice Diouf.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nonostante gli sforzi e la passione, però, il locale è finito sotto osservazione costante. «Dal 2021 Ciwara è oggetto di controlli sistemici», racconta Romina Vivona, diversity manager di questa realtà. «Ricordo ancora quando, dopo che Doudou aveva avuto un infarto da poco, arrivarono per fare verbali su come erano vestiti i ragazzi in sala, o per delle cartacce a terra all’esterno del locale».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche la musica &#8211; cuore pulsante del progetto &#8211; è stata più volte oggetto di contestazione. Ma tutto, spiegano, è sempre stato fatto in regola: SCIA per la musica da intrattenimento, misurazioni fonometriche, pagamento del suolo pubblico, autorizzazioni aggiornate secondo il nuovo regolamento sulla movida.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Da marzo a maggio 2025 &#8211; spiega Vivona &#8211; ogni controllo ha confermato che fosse tutto in ordine».</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi, il 6 giugno scorso, un blitz improvviso: sedici agenti della polizia municipale, con bodycam accese, sequestrano il locale durante un evento. L’accusa? «Discoteca non autorizzata».</span></p>
<p>L&#8217;articolo completo è stato pubblicato su Balarm al seguente link: <a href="https://www.balarm.it/news/dal-senegal-porta-l-africa-a-palermo-doudou-e-la-sua-resistenza-per-un-altra-vucciria-156673" target="_blank" rel="noopener">CONTINUA A LEGGERE QUI</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/ciwara-vucciria-palermo/">La riapertura raccontata dalla nostra amica Claudia Rizzo</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
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		<title>Comunicato ai nostri clienti</title>
		<link>https://ciwara.it/ciwara-riapre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 09:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ciwara riapre!<br />
La sera del 6 giugno scorso siamo stati colpiti da un sequestro da parte della Polizia Municipale. È stato un momento difficile e inatteso, ma abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. E infatti, il Tribunale di Palermo sezione per il riesame, ha ordinato l’immediata riapertura del nostro Ciwara e l’annullamento del decreto di sequestro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/ciwara-riapre/">Comunicato ai nostri clienti</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Ciwara riapre! </strong></h2>
<p>Cari amici e clienti,</p>
<p>vogliamo condividere con voi una notizia importante: <strong>il nostro ristorante Ciwara è di nuovo aperto</strong> e pronto ad accogliervi!</p>
<p>La sera del 6 giugno scorso siamo stati colpiti da un sequestro da parte della Polizia Municipale. È stato un momento difficile e inatteso, ma abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. E infatti, il Tribunale di Palermo sezione per il riesame, ha ordinato l’immediata riapertura del nostro Ciwara e l’annullamento del decreto di sequestro.</p>
<p>La nostra attività è sempre stata guidata dal rispetto delle regole e, soprattutto, dal rispetto verso di voi che ogni giorno ci scegliete e ci sostenete.</p>
<p>Ringraziamo di cuore chi ci è stato vicino in questi giorni, chi ha chiesto di noi, chi ci ha scritto o semplicemente pensato. È stato un segno di grande affetto che non dimenticheremo.</p>
<p>Ora guardiamo avanti con entusiasmo. <strong>Ciwara riapre le sue porte</strong>, più motivato che mai. Vi aspettiamo per continuare a vivere insieme questo bellissimo viaggio fatto di sapori, cultura e convivialità.</p>
<p><strong>A presto, con il sorriso di sempre.</strong></p>
<p>Il team di <strong>Ciwara</strong></p>
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		<title>Rasskitaski</title>
		<link>https://ciwara.it/rasskitaski/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Centineo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 14:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[afriburger e panini]]></category>
		<category><![CDATA[Menù]]></category>
		<category><![CDATA[🐄]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ciwara.it/?p=865</guid>

					<description><![CDATA[<p>13 €</p>
<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/rasskitaski/">Rasskitaski</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="cvGsUA direction-ltr align-start para-style-body"><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none">Burger, zucchine piastrate, caciotta, rucola, con contorno di patatine, yam o yuca<br />
</span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none"><br />Burger, courgettes grilleés, caciotta, roquette accompagné de chips, igname ou yuca<br />
</span><span class="OYPEnA font-feature-liga-off font-feature-clig-off font-feature-calt-off text-decoration-none text-strikethrough-none"><br />Burger, grilled zucchini, caciotta, rocket, with a side of potato chips, yam or yuca</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://ciwara.it/rasskitaski/">Rasskitaski</a> proviene da <a href="https://ciwara.it">Ciwara</a>.</p>
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	</channel>
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